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Le restrizioni cui ci ha costretto l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus fanno venire a tutti una gran voglia di uscire, stare insieme e rincontrarsi non appena, ovviamente, il Governo ci darà il “via libera”. Quale momento migliore, allora, per ripensare all’arredamento del proprio bar o piccolo locale se siamo nel settore della ristorazione? Oggi vogliamo fornirvi alcuni consigli per arredare una piccola gelateria

Le gelaterie sono dei piccoli regni di felicità, amati da tutti: grandi e piccini, non c’è nessuno al mondo che non ami tuffarsi nel gusto cremoso di un soffice gelato. Per essere davvero competitivi, però, occorre saper trasmettere al cliente la storia della vostra piccola bottega, la qualità del prodotto, la propria unicità. Ecco quindi che occorre avere ben chiaro come arredare una piccola gelateria.

Se non sapete da che parte iniziare, siamo al vostro fianco per suggerirvi alcuni aspetti fondamentali che non dovrete mai trascurare.

Pronti?

Consigli per arredare una piccola gelateria

Sappiate anzitutto che non esiste l’arredamento perfetto o migliore, ma molto dipende dalla vostra personalità e dall’impronta della storia del vostro brand.

Ma ci sono alcuni elementi che dovreste sempre tenere in debita considerazione.

Il giusto spazio

L’organizzazione dello spazio della vostra gelateria è fondamentale per diverse ragioni. Se progettato nel modo ottimale, lo spazio è un elemento decisivo per mettere a proprio agio i clienti, ma anche per garantire loro sicurezza e spazio di manovra.

Nessuno potrebbe rilassarsi gustando un buon gelato costretto in uno spazio piccolo e angusto!

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Stile classico o moderno?

Una delle domande che sicuramente vi starete ponendo è se sia meglio uno stile caldo e accogliente o uno che punta sul design e sulla raffinatezza?

Non esiste una risposta giusta e una sbagliata. Lo stile dell’arredamento della vostra gelateria dipende da diversi fattori, ai quali deve adattarsi con coerenza:

  • Qual è l’identità del vostro brand;
  • Chi sono i vostri clienti

Soprattutto questo ultimo aspetto va tenuto in grande considerazione: ad esempio, se i clienti sono principalmente giovani compresi tra i 20 e i 30 anni, lo stile moderno è più adatto per incontrare i loro gusti e catturare la loro attenzione.

La giusta illuminazione

Tra i consigli per arredare una piccola gelateria, sicuramente l’illuminazione riveste un carattere importantissimo per valorizzare il prodotto che vendete e per sottolineare l’atmosfera che intendete dare.

Il nostro consiglio è quello di scegliere un tipo di illuminazione chiara, possibilmente dai toni pastello che rievochino l’infanzia, la genuinità del gelato esaltandone i gusti esposti.

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A seconda dei singoli ambienti o zone in cui è organizzata la gelateria, potete optare per luci intense o luci soft, ma in ogni caso l’illuminazione deve trasmettere una sensazione di benessere e di positività.

Elemento fondamentale: la vetrina

La vetrina di un negozio è il primo bigliettino da visita di ogni negozio o locale commerciale, quindi anche per una gelateria.

Il vostro gelato è un’opera d’arte che dovete saper esporre e valorizzare. Create cartoncini colorati, magari a forma di fumetto, in cui scrivere con gessetti a contrasto tutti i gusti che offrite, usate stampe colorate di animali o bimbi che gustano stupende coppe di gelato, e non dimenticate di esporre sempre la lista dei vostri genuini ingredienti!

Come arredare una piccola gelateria: l’importanza delle emozioni

Infine un ultimo consiglio. Ogni gelateria dovrebbe offrire ai propri clienti un’avventura emozionante, solleticare il gusto con la vista, stimolare i desideri con i profumi, stuzzicare le voglie con i colori.

In questo l’arredamento può fornire un importante sostegno, soprattutto se si riesce ad organizzare un percorso ideale che attragga i clienti, li coinvolga e, infine, li invogli ad acquistare.

Non esitate a contattarci per qualsiasi dubbio o consiglio! Siamo a vostra disposizione per un progetto personalizzato, nel massimo rispetto delle norme di sicurezza.

 

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Oltre 75mila contagi in Italia, un’economia in ginocchio ed un’emergenza sanitaria di cui ancora non si vede la fine: l’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio non solo il nostro Paese, ma l’intero scenario mondiale.

Cos’è il Coronavirus? Da cosa ha origine questa immensa pandemia che sta sconvolgendo completamente l’intera economia mondiale? L’emergenza Coronavirus ha avuto origine in Cina, ma ben presto si è diffuso nel resto del mondo colpendo, in particolare, proprio la nostra Italia.

Una delle caratteristiche della malattia innescata dal questo particolare coronavirus, denominato Covid19, oltre all’assenza di un vaccino per contrastarlo, è l’estrema velocità di contagio, il che lo differenzia notevolmente dalla classica influenza.

Da qui le estreme misure di contenimento del contagio assunte dal Governo ed imposte attraverso la quarantena. Il Coronavirus dunque, oltre ad arrecare gravi danni di salute, incide a livello psicologico ma soprattutto economico.

Emergenza Coronavirus: l’impatto sulle aziende italiane

Il Coronavirus sta impattando in maniera molto forte sulle nostre vite. Non solo per i decessi e per le persone a rischio, che già presentano malattie pregresse e che devono stare più attente, ma anche per le conseguenze che si stanno presentando a livello economico.

Sono molti i settori imprenditoriali che stanno risentendo particolarmente della drammatica situazione, principalmente quello turistico, alberghiero e della ristorazione. Sono i settori che a noi di Emiliano Arredamenti stanno più a cuore, in quanto principali destinatari dei nostri servizi.

L’impatto dell’emergenza coronavirus sul turismo

Secondo le prime stime, nel trimestre che va da marzo a maggio, sono previsti 31,625 milioni di turisti in meno: ciò significa in termini economici una perdita di ben 7,4 miliardi di euro.

Il problema è nato dal momento in cui il resto d’Europa e del mondo ha iniziato a vedere l’Italia e i suoi abitanti come degli untori, alimentando così il fenomeno dello stigma sociale: una sorta di discriminazione immotivata che lega un cittadino o un’etnia intera ad un problema di salute, come in questo caso l’epidemia.

Fiere ed eventi aziendali

Le ultime vicende legate alla diffusione del Coronavirus hanno avuto anche un impatto molto negativo sul settore fieristico, portando all’annullamento di diversi eventi e congressi.

In alcuni casi c’è stata la possibilità di rinviarli a data da destinarsi, ma il peso derivato da questo cambio di rotta si fa sentire soprattutto sulle aziende italiane, soprattutto per quelle legate al settore del turismo.

Per non parlare di tutte le attività  sospese o rallentate tuttora. Sono stati persino annullati i convegni medici, per dar modo ai professionisti di essere reperibili ovunque ci sia bisogno.

L’importanza dello smart working

Prevedere come e quando sarà possibile ricominciare a vedere un barlume di “speranza” è davvero difficile.

Per non affondare del tutto, molte realtà aziendali e private si stanno attrezzando con l’utilizzo dello strumento dello smart working, ancora fin troppo sconosciuto in Italia.

Se da una parte tante aziende, soprattutto le start-up, sono nate sotto il segno del lavoro “agile”, sono ancora tante quelle che devono fare i conti con la possibilità di lavorare da casa, nonostante abbia avuto un riconoscimento giuridico con la Legge 81 del 2017.

L’emergenza ha però reso inevitabile questa occasione, persino per la pubblica amministrazione: il governo infatti è passato dall’esortazione all’obbligo, inserendo nel nuovo decreto 9/2020 persino delle sanzioni per i dirigenti che non adegueranno gli uffici. Questo vuol dire anche rivalutare tutte le procedure interne e dare una profonda ma forse significativa scossa all’apparato amministrativo italiano.

In questo articolo vi abbiamo fornito alcuni suggerimenti su come allestire uno spazio adeguato al lavoro agile anche nella vostra abitazione.

Restando uniti, rispettando le prescrizioni governative e stringendo i denti ce la faremo. Noi ci crediamo davvero.

#andratuttobene.

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Oggi vi portiamo alla scoperta dei mobili di cartone, un materiale innovativo, ecologico ma estremamente resistente!

Se avete voglia di cambiare l’arredamento della vostra casa o del vostro locale, sappiate che oltre ad essere piacevole e divertente, può essere utilissimo per dare una ventata di novità e permette di dare sfogo al vostro spirito creativo. Se poi sono eco-sostenibili e magari riciclati, ecco che è ancora meglio. I più interessanti sono da questo punto di vista i mobili di cartone.

Mobili di cartone: scopriamo questo materiale innovativo

Può sembrare strano, ma il cartone è un eccellente materiale per l’arredamento: ecosostenibile ed economico, personalizzabile con disegni e intarsi e per nulla nocivo, a differenza di altri materiali.

I mobili di cartone sono infatti realizzati mediante una tecnica a incastro a vista, che rende visibili i singoli dettagli ed evita l’uso di collanti nocivi. Inoltre il trasporto è facilitato perché viaggiano smontati in sagome da assemblare, richiedendo così volumi di imballaggio minimi riducendo anche i costi.

Ovviamente non tutti i tipi di cartone sono adatti alla realizzazione di mobili. In particolare si utilizza:

  • il cartone ondulato, materiale fonoassorbente realizzato incollando tra loro da 2 a 7 strati di cartone.
  • il cartone alveolare, ad elevata resistenza alla pressione e se pur di forte spessore dotato di incredibile leggerezza.
  • i tubi in cartone a spirale, dotati di resistenza al fuoco, realizzati con una forte percentuale di fibra riciclata.
  • i pannelli-sandwich a nido d’ape, in fibra di carta riciclata al 100%, costituiti da una struttura a nido d’ape chiusa tra due fogli mediante una colla organica.

Mobili in cartone: tutti i benefici

I mobili di cartone hanno innumerevoli vantaggi, che li rendono davvero una scelta ottimale per rinnovare il look del vostro negozio, ufficio o abitazione.

Il costo è estremamente contenuto, grazie all’economicità della materia prima ed al basso costo del trasporto. Inoltre il trasporto è davvero semplicissimo poiché questo tipo di mobili è particolarmente leggero e viaggia smontato in sagome da assemblare, richiedendo così minimi volumi di imballaggio.

I mobili di cartone sono molto facili da montare, quindi non richiedono l’intervento di personale specializzato, ma possono essere assemblati con il fai-da-te (che oltretutto è molto divertente!)

Sono infine riciclabili al 100%, ed è questo senza dubbio il dato che li rende particolarmente interessanti.

Mobili di cartone per l’ufficio

Una delle zone della casa o dello studio professionale in cui maggiormente si possono utilizzare arredi in cartone è sicuramente lo studio.

Oltre a essere ecologici, i mobili di cartone sono estremamente leggeri, ma altrettanto robusti: a differenza delle soluzioni in plastica, metallo, o legno, si caratterizzano per il loro basso impatto ambientale e per essere mobili completamente riciclabili.

Il cartone è un materiale che garantisce la massima personalizzazione in quanto a forme e sistemi d’incastro per rendere l’ambiente di lavoro tutt’altro che banale e privo di personalità.

Librerie e scaffalature, infatti, saranno perfette se realizzate in ecologico cartone: la robustezza del materiale permette infatti di contenere e sostenere il peso dei volumi, come anche di materiale di cancellerie, risme di carta, documenti e tutto quanto possa occorrere ad uno studio o all’archivio.

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Ma non solo: anche la vostra scrivania potrebbe essere realizzata con questa particolare tecnica, per rendere il vostro spazio eco-friendly e assolutamente di tendenza.

Se siete quindi alla ricerca di idee per rinnovare un ambiente della vostra casa, o negozio o studio professionale con un occhio particolarmente attendo al budget ed all’ecologia, i mobili di cartone possono davvero rappresentare la soluzione!

 

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Aprire di questi tempi un bar potrebbe sembrare una mossa azzardata, data l’elevata concorrenza. Buttarsi nel mondo dell’editoria forse lo è addirittura di più, dato che con l’avvento della tecnologia i cari vecchi libri non se la passano benissimo. Ma, se spinti da una forte passione, forse è possibile trovare la strada giusta: aprire un caffè letterario. Oggi vi spieghiamo come fare.

Quella di aprire un caffè letterario è una delle soluzioni ideali per conciliare l’amore per i libri e le proprie spiccate doni relazionali. In ogni grande città sono ormai molti i caffè letterari che vengono aperti, nei quali si ha la possibilità di gustare un caffè, un tè o assaggiare qualche pasticcino leggendo un buon libro o sfogliando una rivista.

Sicuramente dunque non si tratta di un’idea innovativa, ma un simile locale si potrebbe trasformare in un luogo di tendenza in cui addirittura ospitare eventi e performance live.

Insomma, una volta avviata l’attività non resterà altro che dare libero sfogo alla propria fantasia.

Se dunque questo è il vostro sogno professionale, non avete che da buttarvi a capofitto in questa straordinaria idea! Prima però di farlo, è bene avere le idee chiare su come procedere…e noi siamo qui per questo!

Come aprire un caffè letterario: i primi step

La prima cosa da fare quando si decide di aprire un caffè letterario è quella di scegliere la location ideale.

Il luogo dove aprire il vostro locale è infatti molto importante: scegliete un punto centrale o situato in una zona commercialmente ricca e “di tendenza”. La visibilità è fondamentale e riuscire a collocarsi in centro rappresenta un valore aggiunto non indifferente.

Come è facile intuire, un locale in centro ha un costo nettamente più alto di uno collocato in un’altra zona. Ciò vale sia per l’acquisto che per un eventuale affitto.

Una volta individuato il locale occorre arredarlo: nulla deve essere lasciato al caso. L’obiettivo deve essere quello di rendere l’ambiente il più confortevole possibile.

Il nostro consiglio è quello di orientarvi su uno stile classico, scegliendo tavolini dal sapore barocco ma soprattutto grandi e comodi divani e poltrone.

Se non è questa la vostra idea, potreste optare anche per uno stile provenzale, sui toni del bianco e del crema: l’importante è non dimenticare che il vostro principale cliente è un lettore, prima ancora che un consumatore: quindi spazio alla comodità, all’ambiente soft, musica rilassante e tantissimo spazio per le librerie.

Infine arriva lo step relativo alla comunicazione. La pubblicità, si sa, è l’anima del commercio e, come tale, deve essere considerata prioritaria. Addirittura prima dell’apertura del locale, dunque, ci si deve muovere sia per dare forma ad una campagna off line che ad un tam tam in rete e sui social.

Le pratiche burocratiche per l’apertura di un caffè letterario

Come per ogni altra tipologia di attività, anche per aprire un caffè letterario è necessario dare seguito a tutta una serie di pratiche grazie alle quali ottenere le varie autorizzazioni.

  • La prima e più importante cosa da fare è l’apertura della partita Iva. Questa pratica è del tutto gratuita e può essere effettuata sia rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate di competenza che al proprio commercialista.
  • Trattandosi di un locale in cui si somministrano cibi e bevande, inoltre, bisognerà preoccuparsi di ottenere le relative autorizzazioni. Sono da mettere in conto controlli periodici in modo tale da tutelare i clienti.
  • Una volta effettuate tutte queste pratiche non si dovrà fare altro che mettersi in regola con gli istituti previdenziali. Anche in questo caso, si consiglia di rivolgersi ad un commercialista al quale affidare anche la contabilità del caffè letterario.

Caffè letterario: come scegliere i testi

Tra le cose più complesse c’è la scelta dei testi che devono essere presenti nel locale. Cercate di essere il più possibile generalisti in modo da accontentare i gusti di più persone.

Romanzi, trattati, testi di storia o di politica, ma anche riviste e libri per bambini.

Se avete lo spazio potreste dedicare un angolo ai più piccoli con giochi e libri per consentire ai genitori di godersi qualche momento di sana lettura!

In linea di massima, sono queste le informazioni principali di cui deve essere in possesso chi ha intenzione di aprire un caffè letterario. Un’ultima cosa: quando si parla di locali la concorrenza deve essere analizzata sempre in maniera scrupolosa. Aprire un caffè letterario in una zona in cui già insiste un simile locale potrebbe essere niente affatto positivo.

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Ai tempi dell’emergenza #coronavirus l’esigenza di lavorare da casa in smart working è sempre più avvertita. Ecco come arredare un ufficio in casa che sia efficiente e in ordine

La possibilità di lavorare da remoto o in smart working, comodamente in casa propria, è per molti una realtà ormai da tempo consolidata. Ma in questi ultimi giorni, a causa purtroppo dei recenti fatti di cronaca, è una necessità sempre più avvertita da liberi professionisti ma anche dalle aziende per i propri dipendenti.

Se da un lato il lavoro da remoto comporta dei vantaggi interessanti, come la possibilità di gestire il proprio tempo, evitare code e consumare meno energia, dall’altro occorre attrezzarsi affinchè si disponga di spazi adeguati.

Allestire in casa propria un ufficio che sia al contempo funzionale e ordinato è un passo importante per tenere separate vita personale e professionale.

Ecco i nostri consigli:

Smart working: gli spazi adeguati

Se disponete nella vostra abitazione di una stanza intera da dedicare ad ufficio, allora avete sicuramente un vantaggio in più.

Non tutti però hanno questa possibilità. In tali casi, l’ideale è ricavare un angolo studio in salotto e sfruttare lo spazio a disposizione nel migliore dei modi.

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Utilizzate le pareti per creare una struttura di contenitori in legno a scomparti separati per tenere in ordine la cancelleria ed i documenti di dimensioni ridotte.

Smart working: archivi di design

Archiviare documenti è fondamentale per ogni attività professionale. Ma quanto è brutto un archivio da ufficio in salotto?

Per fortuna esistono mobili o vetrinette di design dove poter contenere schede o cartelle che non diano l’impressione di trovarsi in un luogo di lavoro.

Non sempre è necessario spendere cifre astronomiche per ottenere lo scopo: potreste riciclare vecchi scatoloni o cassette di legno adattandone la forma allo scopo d’uso e decorandoli con tecniche di decoupage.

Così potrete tenere i documenti anche in bella vista senza alcun problema!

Smart working: la giusta luce

Scegliere la giusta illuminazione quando si allestisce un ufficio in casa non è affatto semplice. Occorre infatti contemperare diverse esigenze:

  • una luce calda per l’ambiente raccolto del salotto
  • la luce naturale per quanto possibile, per garantire sempre un umore alto
  • un neon per migliorare la visuale.

Come fare? Se potete, collocate la scrivania vicino ad una finestra e posizionate in ogni caso una bella lampada di design che produca una luce adeguatamente potente da permettervi di lavorare anche di sera.

Smart working: tutto a portata di mano

In un ufficio si ha la necessità di avere gli strumenti di uso comune (penne, spillatrici, forbici, ecc) a portata di mano e facilmente raggiungibili.

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Tuttavia non si può certo avere il caos totale nel soggiorno! Ecco allora una soluzione furba: fissate alla parete accanto alla scrivania una barra di metallo e con dei ganci appendiabiti collocate dei cestini in cui riporre i vostri strumenti di cancelleria.

Per le scorte da tenere assolutamente: dedicatevi un cassetto ma che sia organizzato in maniera certosina, con scatoline e divisori interni.

Smart working: nascondiglio per i cavi

Infine un ultimo consiglio.

In un ufficio allestito dentro casa, la cosa peggiore è vedere cavi elettrici che spuntano da ogni dove.

Niente paura: esistono in commercio appositi supporti per raccogliere ed avvolgere i vari cavi in modo da renderli, se non proprio del tutto invisibili, quantomeno molto meno vistosi.

Continuate a seguire il nostro blog per nuove e fantastiche idee!