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arredamento ufficio ecosostenibile

Arredare uno spazio di lavoro è sempre un’operazione molto delicata. Oltre al gusto estetico, che non deve mai mancare, occorre prestare particolare attenzione al confort ed alla funzionalità: si tratta infatti dell’ambiente in cui spesso trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, quindi deve rispondere a tutte le nostre esigenze. Se poi abbiamo a cuore le tematiche ambientali, ecco che l’arredamento da ufficio ecosostenibile diventa il vero jolly. Ecco come procedere.

Quando progettiamo il nostro ufficio sappiamo di aver bisogno di molti accorgimenti: la posizione della scrivania, la giusta luce naturale, lo spazio da dedicare all’archivio ed all’area relax e così via. Ma c’è un altro elemento da tenere in considerazione: l’impatto ambientale. L’arredamento da ufficio ecosostenibile è infatti realmente possibile con poche, ma efficaci scelte.

arredamento ufficio ecosostenibile

Magari vogliamo rendere il nostro ufficio più bello anche dal punto di vista estetico: è possibile dunque creare una stanza originale, arredata con accessori ecocompatibili, che ci permettano di coniugare al contempo le esigenze lavorative al bene all’ambiente.

Vediamo quindi come fare a rendere il nostro ufficio più green dal punto di vista del rispetto ambientale.

Arredamento da ufficio ecosostenibile: cominciamo dalla carta

Anche se non si tratta di un vero e proprio elemento di arredo, la carta che in genere viene adoperata negli uffici per esigenze lavorative è realmente moltissima.

Abbiamo quindi deciso di partire da qui per fornirvi i nostri suggerimenti su come impattare il meno possibile sull’ambiente:

  • non stampate se non strettamente necessario: selezionate bene le stampe da effettuare, evitate di stampare un’intera mail comprendendo quelle parti finali, in genere eccedenti il testo del messaggio. Usate il buon senso;
  • usate carta riciclata: evitate di utilizzare carta bianca, a meno che non dobbiate stampare documenti importanti o ufficiali. Generalmente utilizzate le risme di carta riciclata, sono esteticamente meno gradevoli, ma sicuramente fanno bene al Pianeta;
  • sensibilizzate i vostri collaboratori: educate anche chi lavora con voi al massimo risparmio della carta!

Arredamento da ufficio ecosostenibile: partiamo dal risparmio energetico!

Un ufficio che vogli essere veramente green deve prima di tutto prevedere un’ottimizzazione costruttiva o comunque l’implementazione dei vari ammodernamenti fatti nel corso degli anni.

arredamento ufficio ecosostenibile

Salvaguardare l’energia, limitare le dispersioni ed ottimizzare le risorse: si tratta di obiettivi fondamentali che possono essere ottenuti attraverso semplici accorgimenti.

  1. Isolamento Termico: isolare termicamente un ufficio è possibile mediante l’impiego di materiali e pannelli in grado di minimizzare le dispersioni di calore. Anche attraverso gli infissi di qualità è possibile innalzare la classe energetica dell’immobile;
  2. Risparmio energia: predisporre un’illuminazione a basso consumo (ad esempio a led) consente un notevole risparmio di energia e quindi di denaro in bolletta. Attenzione anche a non lasciare accesi dispositivi che non servono, come fotocopiatrici, stampanti e computer: meglio impostare lo stand by in caso di non uso temporaneo.

Arredamento da ufficio ecosostenibile: i mobili

Un ufficio ecologico non può prescindere da arredi green. Oggi le proposte del mercato sono tantissime: orientatevi secondo il vostro gusto personale!

Gli arredi da ufficio riescono a coniugare perfettamente le esigenze lavorative con quelle ambientali, grazie all’impiego di materiali spiccatamente ecologici che formano soluzioni di arredo davvero innovative, efficienti e piacevoli dal punto di vista estetico.

Scopriamoli insieme:

  1. Legno naturale: il legno è il materiale naturale per eccellenza, capace non solo di diffondere il classico gradevole profumo, ma anche di non necessitare di componenti chimiche se l’arredo acquistato è di qualità e prodotto in legno al 100%. Attenzione a prediligere legni provenienti da foreste certificate dalla crescita controllata!
  2. Materiali di riciclo: ci sono arredi realizzati con i pallet recuperati dai trasportatori e la loro composizione, oltre che essere molto originale, sa essere anche ecologica, solida e resistente.
  3. Cartone: carta pressata per arredamenti da ufficio? Oggi non è più così strano, anzi si tratta di una tendenza molto in voga soprattutto per uffici trendy, giovani e eco-friendly. I mobili di cartone sono estremamente leggeri, ma altrettanto robusti: da scoprire!
  4. Vetro: un altro materiale insolito, ma fortemente ecosostenibile è il vetro. Tavoli o scrivanie meglio sceglierli in vetro piuttosto che in plastica o in legno impregnato di collanti chimici. Il vetro, essendo trasparente, è in grado anche di favorire un ambiente più luminoso e quindi più vivibile.

Arredamento da ufficio ecosostenibile: altre idee

Abbiamo visto quindi come i mobili vadano scelti con cura, utilizzando materiali bio e muniti di apposita certificazione.

Ma non solo i mobili possono avere un alto impatto ambientale: per rendere il vostro ufficio realmente ecosostenibile ci sono ulteriori accorgimenti, idee e soluzioni da porre in essere anche subito!

Raccolta differenziata

Si tratta della soluzione più immediata da effettuare anche in ufficio. Bicchierini del caffè, lattine, carta e cartone, plastica. In questo modo si ottiene una diversificazione dei rifiuti oltre ad un ambiente più ordinato.

Complementi di arredo ed accessori ecologici

Anche i giusti complementi di arredo come un vaso per le piante, una tazza da caffè, il classico distributore di acqua, possono fare la differenza e contribuire ad ottenere un ufficio più sostenibile:

  • Vasi: esistono vasi in plastica rigenerata o comunque miscelata con farina di legno
  • Tende: in fibre naturali e non sintetiche
  • Distributore dell’acqua: oltre a fornire un servizio ai dipendenti, permette la riduzione delle bottigliette in ufficio
  • Tazze e bicchieri: sì a vetro e porcellana, no a plastica

Recuperare oggetti e materiali

In un ufficio esistono diversi modi per poter recuperare oggetti che non vengono più utilizzati. Uno scarto di produzione potrebbe diventare un fermacarte, un pannello metallico potrebbe trasformarsi in bacheca sfruttando piccole calamite per appendere i fogli.

Ottenere un arredamento da ufficio ecosostenibile si può. Continuate a seguire il nostro blog per tanti altri preziosi suggerimenti!

arredare il camerino

Arredare il camerino prova nella maniera giusta è tutt’altro che un dettaglio trascurabile. Il camerino deve far sentire a suo agio il cliente, con il giusto arredamento, le giuste luci e, in generale, un ambiente caldo e confortevole. Con i nostri consigli non potrete sbagliare!

Siete mai entrati in un negozio di abbigliamento che vi piace molto e siete rimasti delusi dai camerini? Magari avevate trovato un abito che vi piaceva moltissimo, ma al momento della prova vi è stato mostrato un retrobottega umido e squallido. Probabilmente avete rinunciato all’acquisto, impossibilitati a provare il capo in maniera confortevole. Ecco allora che arredare il camerino prova di un negozio può rivelarsi un asso nella manica per dare un tocco in più al vostro business!

Il camerino prova va studiato appositamente per piacere al potenziale cliente ed aiutarvi quindi a vendere meglio.

Da dove partire quindi per arredare il camerino in maniera corretta?

Come arredare il camerino prova: le dimensioni ideali

Partiamo dal presupposto che non esiste una dimensione massima standard, ma essa dipende molto dalla tipologia di clientela: ad esempio, un negozio di taglie conformate dovrà avere camerini prova molto più ampi rispetto al normale, per accogliere meglio i clienti di quel particolare target.

Ciò che importa, invece sono le dimensioni minime, che vanno in ogni caso rispettate: 1 metro di profondità per 90 cm di larghezza per almeno 1.80 metri di altezza. Un camerino più piccolo non darebbe nemmeno la possibilità di specchiarsi.

In ogni caso, molto dipende dalla tipologia di negozio che avete: facciamo l’esempio dell’atelier da sposa. In tali casi arredare il camerino di prova deve rispettare determinati requisiti che consentano di accogliere non solo le ampiezza degli abiti da sposa, ma anche lo stuolo di mamme e amiche che in genere accompagnano la ragazza al momento della scelta.

Come arredare un camerino: i giusti colori

Il colore più adatto per il vostro camerino dipende moltissimo da due elementi:

  • la palette predominante nel negozio: se ad esempio si tratta di un negozio di abbigliamento per bambini sarebbe opportuno manetenere colori pastello, soffici come il target a cui vi riferite;
  • il tipo di capi che vendete: il consiglio migliore è quello di dare al vostro camerino prova colori in contrasto con la generalità delle tinte che vendete, in modo tale da farli risaltare maggiormente.

In generale, i colori caldi sono sempre più consigliati, magari con una bella carta da parati d’effetto: psicologicamente, infatti, un ambiente curato e “caldo” ci fa sentire subito a nostro agio, e questo influisce su un’immagine più positiva di sé stessi. In altre parole, ci si vede più belli con quel capo indosso e si acquista con maggiore facilità.

Il giusto arredamento

Entrando più nel cuore del camerino, vediamo adesso quale arredamento sia più adatto per far sentire a vostro agio i clienti.

Partiamo dalle basi: specchio e barra appendi abiti sono proprio l’ABC del vostro camerino. Se mancasse l’uno o l’altra, ciò creerebbe molto disagio al vostro cliente.

arredare il camerino

Meglio ancora se, al posto della barra appendi abiti, ci fosse una poltroncina dove magari potersi sedere per infilare più comodamente gonne o pantaloni

Attenzione però a non esagerare! Troppo specchi, infatti, magari su tre lati, creano confusione e danno un’immagine troppo “forte” di sé stessi, specialmente se il cliente non è proprio una silhouette…

Come arredare il camerino prova: la giusta luce

E veniamo all’aspetto forse più importante di un camerino: la luce.

Se la luce è sbagliata, possiamo aver avuto la massima cura nella scelta degli altri elementi, ma il risultato sarà sempre sgradevole!

Una luce che dall’alto punti verso il basso mette in risalto i difetti fisici della persona…decisamente meglio evitare! Molto meglio una luce soffusa dai lati dello specchio

Una luce fredda, magari al neon, conferisce un brutto colore alla pelle dei vostri clienti: preferite quindi una luce calda.

Come sempre, noi di Emiliano Arredamenti siamo al vostro fianco per qualsiasi esigenza inerente il vostro locale commerciale. Contattateci!

riscaldamento autonomo o centralizzato

Sempre più utenti scelgono di passare dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo, per ragioni di convenienza economica. Ma al di là di questo, ci chiediamo quale sia la scelta migliore in termini di basso impatto ambientale ed inquinamento?

Gli impianti di riscaldamento di abitazioni private, uffici e locali commerciali sono responsabili di circa il 60% dell’inquinamento delle nostre città. Una cifra che fa davvero riflettere. La scelta tra riscaldamento autonomo o centralizzato acquista una particolare rilevanza non solo dal punto di vista economico, ma anche di eco sostenibilità.

L’impatto ambientale del riscaldamento centralizzato, infatti, è generalmente avvertita come più elevata; ma in realtà molto dipende dalla qualità dell’impianto stesso.

Infatti, seppure nel confronto tra il riscaldamento autonomo e quello condominiale il favore ambientale va a vantaggio della caldaia privata, ci sono diverse considerazioni da fare.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: la caldaia autonoma

I vantaggi della scelta autonoma sono innanzitutto economici.

Ognuno può infatti scegliere la fornitura di metano più conveniente sul mercato libero, il che porta da subito all’abbattimento dei costi sui consumi in bolletta. Inoltre, la definizione dei tempi d’accensione e spegnimento della caldaia, ottimizza i consumi sulla base dell’effettivo comfort termico domestico.

Ma chiediamoci cosa accade dal punto di vista dell’impatto ambientale?

Partiamo da un dato: ciascun impianto autonomo consuma di meno rispetto all’impianto centralizzato. Ma il problema è la quantità totale: la somma delle emissioni e dei consumi delle caldaie private, infatti, risulta più inquinante di un buon impianto centralizzato per il riscaldamento.

riscaldamento autonomo o centralizzato

E poi c’è caldaia e caldaia: solo i dispositivi di ultima generazione, a condensazione, ai quali venga effettuata una manutenzione costante, consentono un basso impatto ambientale.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: l’impianto centralizzato

I problemi generalmente connessi agli impianti di riscaldamento centralizzato sono:

  • o temperature eccessivamente elevate
  • o periodi in cui l’impianto è spento, pur facendo freddo. Ci sono casi in cui  si arriva a dover accendere le stufette per scaldare gli ambienti.

Le valvole termostatiche, introdotte obbligatorie dal 2016, rappresentano senza dubbio uno strumento fondamentale per ottimizzare i consumi (e dunque le emissioni) dell’impianto centralizzato, ma a patto che tutti i condomini le utilizzino nel modo corretto.

Affinché un impianto di riscaldamento centralizzato risulti correttamente efficace dal punto di vista ambientale occorre, in particolare, che:

  • L’impianto risulti correttamente dimensionato: il calcolo del fabbisogno energetico dell’edificio deve essere calcolato con precisione per scegliere un impianto di adeguata potenza.
  • La centrale termica sia di ultima generazione: se l’impianto ha più di venti anni d’età, potrebbe valere la pena sostituirlo. Le centrali termiche di oggi sono più efficienti e meno inquinanti.
  • L’impianto venga regolarmente verificato e controllato: come avviene per le caldaie private, anche l’impianto centralizzato è più efficiente e meno inquinante quando viene regolarmente mantenuto.
  • I singoli appartamenti o uffici siano termo-efficienti: l’impianto prescelto potrebbe anche risultare molto efficiente, ma se vi è dispersione termica dalle singole abitazioni verrebbe sprecato. Per questo è importante che anche gli appartamenti vengano adeguati a classi di efficientamento climatico elevate.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: l’impianto centralizzato

Se dunque state valutando quale impianto, autonomo o centralizzato, sia effettivamente il migliore per voi sia per convenienza economica che per eco sostenibilità, considerate anche il maggior valore che acquisterebbe il vostro appartamento o ufficio con un impianto autonomo.

Qualora, effettuate le valutazioni caso per caso anche in base ai consigli che abbiamo dato, scegliate in favore della caldaia autonoma, allora dovrete procedere alla richiesta di distacco dall’impianto centralizzato.

Per farlo, occorre far effettuare da un tecnico autorizzato una perizia con la quale si attesti che sussistano le condizioni dettate dalla legge per questo tipo di operazione.

In particolare andrà verificata:

  • la fattibilità del distacco;
  • l’assenza di aggravio di costi per gli altri condomini;
  • l’assenza di squilibri di funzionamento dell’impianto centrale.

Ove sussistano tali condizioni, il condominio non può opporsi al distacco del singolo condomino.

Se desiderate ricevere una consulenza personalizzata anche in materia di ecosostenibilità del vostro negozio o locale commerciale non esitate a contattarci!

eco design cos'è

L’eco design è la nuova tendenza per l’arredamento del 2020. In un’ottica sempre più eco-friendly ed eco-chic, l’attenzione per la scelta di materiali zero waste e realmente bio compatibili diventa fondamentale. Siete dunque pronti per affacciarvi al nuovo “must have” nel settore del design?

All’inizio c’era la raccolta differenziata e le auto ibride. Poi è arrivata Greta Tumberg con le sue battaglie ecologiche e tutto il mondo, specialmente quello degli under 35, si è scoperto paladino del cosiddetto zero waste. Ma sarà sufficiente a salvare il pianeta buttare le lattine con la plastica e ricordarsi di spegnere le luci superflue?

Ovviamente no, ormai il livello di inquinamento globale è talmente elevato che solo un miracolo potrebbe salvarci. Un miracolo, oppure l’eco design.

La domanda che quindi va posta è: l’eco design cos’è? Te lo spieghiamo noi in questo articolo.

Eco design cos’è e da dove ha origine

Come suggerisce il termine, si tratta di una tendenza di interior design che predilige l’utilizzo di materiali bio compatibili, per dire basta all’utilizzo indiscriminato di legname di pregio che depauperi le risorse del Pianeta o di altro materiale inquinante.

Ad essere bio compatibile non è solo la fase di fabbricazione, ma anche lo smaltimento sia degli scarti di produzione che del prodotto stesso, una volta che il suo utilizzo non sia più adeguato.

Ma da dove ha origine l’eco design?

Sin dagli anni ’20, l’architetto Richard Buckminster Fuller iniziò a sperimentare piani per strutture, automobili e altri oggetti che promuovessero un utilizzo più consapevole delle risorse naturali.

eco design cos'è

Nel tempo, l’eco design ha fatto passi da gigante: oggi, infatti, i creativi del design danno vita ad oggetti estremamente eterogenei. Dall’illuminazione agli elettrodomestici, dai mobili ai capi di abbigliamento, la parola d’ordine è raggiungere una perfetta sostenibilità.

Cosa si intende per sostenibilità e come ottenerla

Dire che un prodotto sia sostenibile significa che l’intero ciclo vitale deve avviene in modo da non rappresentare una minaccia per l’ambiente.

Per ciclo vitale si intende:

  1. progettazione del prodotto
  2. materiale fabbricazione
  3. imballaggio
  4. distribuzione
  5. assemblaggio
  6. utilizzo effettivo
  7. smaltimento una volta terminato l’impiego del prodotto.

Come viene ottenuta materialmente la sostenibilità? In altre parole, dopo esserci chiesti l’eco compatibilità cos’è, chiediamoci ora come si ottiene?

Attraverso tre “concetti chiave”:

  • Ciclico: la produzione dei beni che avviene con materiali compostabili o riciclabili
  • Solare: i prodotti sono realizzati utilizzando fonti di energia rinnovabili
  • Sicuro: qualsiasi sottoprodotto della produzione rilasciato nell’ambiente deve essere non tossico.

Eco design vantaggi

Bene, abbiamo compreso cosa si intende per eco design e sostenibilità ambientale.

eco design cos'è

A questo punto cerchiamo di capire, in concreto, quali vantaggi derivino per le aziende dall’effettuare una scelta green attraverso i prodotti di eco design. Sono moltissimi:

  1. minore utilizzo di materie prime, con conseguenti prodotti più piccoli ed imballaggi ridotti;
  2. minore utilizzo di sostanze chimiche nel processo produttivo, con riduzione dei costi di gestione
  3. minore numero delle fasi di produzione
  4. ridotta logistica interna
  5. risparmio energetico dato il minore consumo di corrente elettrica nel processo produttivo
  6. riduzione del numero dei componenti per il montaggio del prodotto
  7. fasi di riparazione inferiori con conseguente alleggerimento del lavoro dei tecnici
  8. facilità di smaltimento degli scarti produttivi data l’elevata eco compatibilità
  9. di conseguenza, anche minori oneri fiscali ed economici legati allo smaltimento di scarti e rifiuti data la totale assenza di tossicità

Come se non bastasse tutto questo, il vantaggio probabilmente più importante per l’azienda produttrice si riscontra in termini di immagine del brand. Un prodotto pulito, bio, certificato zero waste ed a bassissimo impatto aziendale conferisce un’immagine estremamente positiva del produttore per tutti coloro che hanno una particolare sensibilità al problema. E sono (anzi siamo) la netta maggioranza.

eco design cos'è

Bene, ottimo. Ma tutti questi vantaggi sono dal lato del produttore. E per il consumatore finale?

La consapevolezza di aver fatto realmente qualcosa di utile per l’ambiente scegliendo prodotti belli, funzionali, di design ma al contempo sostenibili.

Come sempre, per qualsiasi consiglio o suggerimento anche in materia di scelte di arredamento bio compatibili noi di Emiliano Arredamenti siamo a vostra disposizione! Non esitate a contattarci!

come arredare sottoscala

Sfruttare al massimo quegli angoli solitamente inutilizzati di un’abitazione o un locale commerciale può rappresentare la soluzione ideale per risolvere piccoli e grandi problemi di spazio; spesso, infatti, la scelta migliore per sfruttare al meglio una zona poco utilizzata come un angolo poco profondo oppure un piccolo corridoio è quella di capire come arredare sottoscala. In questo articolo vi suggeriamo deliziose idee di soluzioni salvaspazio perfette per il vostro ambiente, soprattutto se dovete arredare un monolocale o un piccolo appartamento con mobili multifunzionali!

I mobili salvaspazio offrono soluzioni perfette nell’ipotesi di ambienti piccoli oppure di zone poco sfruttate. La tendenza moderna, infatti, è quella di costruire case di metrature contenute, avendo l’accortezza di sfruttare adeguatamente ogni più piccolo centimetro per non sprecare nessuno degli spazi utili.

Letti contenitore, scrivanie o tavoli a scomparsa, poltrone trasformabili: sono tutti pezzi di arredamento salvaspazio che possono davvero fare la differenza in un piccolo locale.

come arredare sottoscala

Ogni ambiente della casa o del vostro negozio può infatti nascondere al suo interno uno “spazio morto”, da riadattare per posizionare strumenti di lavoro, oggetti quotidiani od anche le vostre cose personali che desideriamo avere a portata di mano.

In questo articolo vogliamo soffermarci in particolare su come arredare sottoscala con soluzioni pratiche e geniali!

Come arredare sottoscala

Se il vostro negozio o locale commerciale si trova su due livelli, è molto probabile che abbiate una scala interna e non sappiate come arredarla.

In genere, infatti, lo spazio sottostante la scala diventa spesso il luogo dove vengono abbandonati gli oggetti più diversi nel corso della giornata.

Progettare una parete attrezzata sottoscala può dunque rappresentare una soluzione salvaspazio ideale per sfruttare al meglio questo angolo in genere poco utilizzato della casa

come arredare sottoscala

Ma come procedere? Abbiamo pensato per voi ad alcune soluzioni salvaspazio geniali, perfette per sfruttare al meglio la zona sottoscala. Siete curiosi? Non vi resta che scoprirle con noi!

La prima idea di parete attrezzata sottoscala: la nicchia di 30 cm che diventa una mini credenza

Lo sapevate che è possibile sfruttare al meglio una nicchia larga solo 30 cm tra il muro e una controparete in compensato, trasformandola in una mini-credenza?

Ecco come procedere:

  • iniziate realizzando dei ripiani fai-da-te su cui mettere tazze e bicchieri
  • posizionatevi sotto una cassettiera stretta e lunga al cui interno collocare tovaglie e posate.
  • chiudete quindi il tutto con un’anta realizzata su misura
  • ovviamente non dimenticate di dare un ultimo tocco décor, rivestendo ogni ripiano con carta adesiva dai motivi geometrici oppure a fiori e foglie

Non la trovate deliziosa?

La seconda idea di parete attrezzata sottoscala: la scala ad alzata aperta

La decisione migliore di arredamento salvaspazio per il vostro angolo sottoscala dipende moltissimo dal tipo di alzata. L’alzata è la distanza in altezza tra un gradino e l’altro, che potrà essere chiusa o aperta a seconda del vostro gusto e della destinazione che volete dare al vostro spazio.

In particolare, le scale ad alzata aperta sono perfette per dare una collocazione di tutto rispetto ai vostri preziosissimi libri: le alzate aperte infatti si prestano ad ospitare soluzioni ‘leggere’ come una libreria, una zona lettura o un mini studio.

come arredare sottoscala

In che modo? Prendete:

  • mensole della giusta quantità per coprire completamente lo spazio che avete a disposizione
  • una carta da parati di design da collocare sul retro della vostra libreria
  • qualche quadretto, portafoto o soprammobile, per rendere più movimentata la vostra libreria.

Adesso non vi resta che collocare tutti i vostri libri all’interno della nuovissima libreria sottoscala ed il gioco è fatto!

La terza idea di parete attrezzata sottoscala: la scala ad alzata aperta

Nelle scale in muratura, le alzate solitamente sono chiuse: il sottoscala quindi risulta ben ‘difeso’ dalla polvere e sarà perfetto per realizzare ripostigli, guardaroba e dispense.

Se la scala ad alzata chiusa è posizionata all’ingresso della vostra casa, potreste creare una parete attrezzata a vista. Per questo progetto saranno  sufficienti:

  • un mobile basso
  • dei cesti contenitori
  • una o due mensole posizionate in alto con alcuni ganci, per appendere quadri o altro.

Se avete bisogno di altri suggerimenti per capire come arredare sottoscala nel vostro locale commerciale, o per qualsiasi altro suggerimento di arredamento, non esitate a contattarci!