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Aprire di questi tempi un bar potrebbe sembrare una mossa azzardata, data l’elevata concorrenza. Buttarsi nel mondo dell’editoria forse lo è addirittura di più, dato che con l’avvento della tecnologia i cari vecchi libri non se la passano benissimo. Ma, se spinti da una forte passione, forse è possibile trovare la strada giusta: aprire un caffè letterario. Oggi vi spieghiamo come fare.

Quella di aprire un caffè letterario è una delle soluzioni ideali per conciliare l’amore per i libri e le proprie spiccate doni relazionali. In ogni grande città sono ormai molti i caffè letterari che vengono aperti, nei quali si ha la possibilità di gustare un caffè, un tè o assaggiare qualche pasticcino leggendo un buon libro o sfogliando una rivista.

Sicuramente dunque non si tratta di un’idea innovativa, ma un simile locale si potrebbe trasformare in un luogo di tendenza in cui addirittura ospitare eventi e performance live.

Insomma, una volta avviata l’attività non resterà altro che dare libero sfogo alla propria fantasia.

Se dunque questo è il vostro sogno professionale, non avete che da buttarvi a capofitto in questa straordinaria idea! Prima però di farlo, è bene avere le idee chiare su come procedere…e noi siamo qui per questo!

Come aprire un caffè letterario: i primi step

La prima cosa da fare quando si decide di aprire un caffè letterario è quella di scegliere la location ideale.

Il luogo dove aprire il vostro locale è infatti molto importante: scegliete un punto centrale o situato in una zona commercialmente ricca e “di tendenza”. La visibilità è fondamentale e riuscire a collocarsi in centro rappresenta un valore aggiunto non indifferente.

Come è facile intuire, un locale in centro ha un costo nettamente più alto di uno collocato in un’altra zona. Ciò vale sia per l’acquisto che per un eventuale affitto.

Una volta individuato il locale occorre arredarlo: nulla deve essere lasciato al caso. L’obiettivo deve essere quello di rendere l’ambiente il più confortevole possibile.

Il nostro consiglio è quello di orientarvi su uno stile classico, scegliendo tavolini dal sapore barocco ma soprattutto grandi e comodi divani e poltrone.

Se non è questa la vostra idea, potreste optare anche per uno stile provenzale, sui toni del bianco e del crema: l’importante è non dimenticare che il vostro principale cliente è un lettore, prima ancora che un consumatore: quindi spazio alla comodità, all’ambiente soft, musica rilassante e tantissimo spazio per le librerie.

Infine arriva lo step relativo alla comunicazione. La pubblicità, si sa, è l’anima del commercio e, come tale, deve essere considerata prioritaria. Addirittura prima dell’apertura del locale, dunque, ci si deve muovere sia per dare forma ad una campagna off line che ad un tam tam in rete e sui social.

Le pratiche burocratiche per l’apertura di un caffè letterario

Come per ogni altra tipologia di attività, anche per aprire un caffè letterario è necessario dare seguito a tutta una serie di pratiche grazie alle quali ottenere le varie autorizzazioni.

  • La prima e più importante cosa da fare è l’apertura della partita Iva. Questa pratica è del tutto gratuita e può essere effettuata sia rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate di competenza che al proprio commercialista.
  • Trattandosi di un locale in cui si somministrano cibi e bevande, inoltre, bisognerà preoccuparsi di ottenere le relative autorizzazioni. Sono da mettere in conto controlli periodici in modo tale da tutelare i clienti.
  • Una volta effettuate tutte queste pratiche non si dovrà fare altro che mettersi in regola con gli istituti previdenziali. Anche in questo caso, si consiglia di rivolgersi ad un commercialista al quale affidare anche la contabilità del caffè letterario.

Caffè letterario: come scegliere i testi

Tra le cose più complesse c’è la scelta dei testi che devono essere presenti nel locale. Cercate di essere il più possibile generalisti in modo da accontentare i gusti di più persone.

Romanzi, trattati, testi di storia o di politica, ma anche riviste e libri per bambini.

Se avete lo spazio potreste dedicare un angolo ai più piccoli con giochi e libri per consentire ai genitori di godersi qualche momento di sana lettura!

In linea di massima, sono queste le informazioni principali di cui deve essere in possesso chi ha intenzione di aprire un caffè letterario. Un’ultima cosa: quando si parla di locali la concorrenza deve essere analizzata sempre in maniera scrupolosa. Aprire un caffè letterario in una zona in cui già insiste un simile locale potrebbe essere niente affatto positivo.

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Ai tempi dell’emergenza #coronavirus l’esigenza di lavorare da casa in smart working è sempre più avvertita. Ecco come arredare un ufficio in casa che sia efficiente e in ordine

La possibilità di lavorare da remoto o in smart working, comodamente in casa propria, è per molti una realtà ormai da tempo consolidata. Ma in questi ultimi giorni, a causa purtroppo dei recenti fatti di cronaca, è una necessità sempre più avvertita da liberi professionisti ma anche dalle aziende per i propri dipendenti.

Se da un lato il lavoro da remoto comporta dei vantaggi interessanti, come la possibilità di gestire il proprio tempo, evitare code e consumare meno energia, dall’altro occorre attrezzarsi affinchè si disponga di spazi adeguati.

Allestire in casa propria un ufficio che sia al contempo funzionale e ordinato è un passo importante per tenere separate vita personale e professionale.

Ecco i nostri consigli:

Smart working: gli spazi adeguati

Se disponete nella vostra abitazione di una stanza intera da dedicare ad ufficio, allora avete sicuramente un vantaggio in più.

Non tutti però hanno questa possibilità. In tali casi, l’ideale è ricavare un angolo studio in salotto e sfruttare lo spazio a disposizione nel migliore dei modi.

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Utilizzate le pareti per creare una struttura di contenitori in legno a scomparti separati per tenere in ordine la cancelleria ed i documenti di dimensioni ridotte.

Smart working: archivi di design

Archiviare documenti è fondamentale per ogni attività professionale. Ma quanto è brutto un archivio da ufficio in salotto?

Per fortuna esistono mobili o vetrinette di design dove poter contenere schede o cartelle che non diano l’impressione di trovarsi in un luogo di lavoro.

Non sempre è necessario spendere cifre astronomiche per ottenere lo scopo: potreste riciclare vecchi scatoloni o cassette di legno adattandone la forma allo scopo d’uso e decorandoli con tecniche di decoupage.

Così potrete tenere i documenti anche in bella vista senza alcun problema!

Smart working: la giusta luce

Scegliere la giusta illuminazione quando si allestisce un ufficio in casa non è affatto semplice. Occorre infatti contemperare diverse esigenze:

  • una luce calda per l’ambiente raccolto del salotto
  • la luce naturale per quanto possibile, per garantire sempre un umore alto
  • un neon per migliorare la visuale.

Come fare? Se potete, collocate la scrivania vicino ad una finestra e posizionate in ogni caso una bella lampada di design che produca una luce adeguatamente potente da permettervi di lavorare anche di sera.

Smart working: tutto a portata di mano

In un ufficio si ha la necessità di avere gli strumenti di uso comune (penne, spillatrici, forbici, ecc) a portata di mano e facilmente raggiungibili.

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Tuttavia non si può certo avere il caos totale nel soggiorno! Ecco allora una soluzione furba: fissate alla parete accanto alla scrivania una barra di metallo e con dei ganci appendiabiti collocate dei cestini in cui riporre i vostri strumenti di cancelleria.

Per le scorte da tenere assolutamente: dedicatevi un cassetto ma che sia organizzato in maniera certosina, con scatoline e divisori interni.

Smart working: nascondiglio per i cavi

Infine un ultimo consiglio.

In un ufficio allestito dentro casa, la cosa peggiore è vedere cavi elettrici che spuntano da ogni dove.

Niente paura: esistono in commercio appositi supporti per raccogliere ed avvolgere i vari cavi in modo da renderli, se non proprio del tutto invisibili, quantomeno molto meno vistosi.

Continuate a seguire il nostro blog per nuove e fantastiche idee!

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La sensibilità ecologica è ormai fortemente radicata in quasi tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, e l’edilizia è sicuramente uno di questi attraverso la ricerca di materiali sempre più innovativi e bio compatibili. Tra questi la fibra di vetro: scopriamo insime come viene utilizzato e quali sono le sue principali caratteristiche.

Negli ultimi decenni, ormai, vi è una tendenza molto sentita in architettura ed ingegneria edilizia: quella di sviluppare nuovi materiali che rispondano a due esigenze fondamentali:

  • quella di realizzare strutture abitative maggiormente sostenibili a livello ambientale;
  • quella di migliorare al contempo l’efficienza energetica delle stesse abitazioni, riducendone gli sprechi e i relativi costi economici.

La ricerca ha ottenuto finora in tal senso importanti risultati: basti pensare al riscaldamento a pavimento, oppure ai mattoni in idroceramica fino agli infissi coibentati di nuova generazione.

In questa scia di innovazione tecnologica si inserisce un materiale fortemente ecologico, messo a punto da alcuni ricercatori spagnoli: la fibra di vetro.

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Si tratta di un materiale estremamente innovativo, i cui benefici sono duplici:

  • assorbire e rilasciare energia solare negli ambienti interni di una struttura per riscaldarla
  • isolare a livello termico i locali stessi.

Ma approfondiamo meglio

Pannelli in fibra di vetro: quali le caratteristiche principali

Diciamo subito che questa invenzione è estremamente interessante per le varie ragioni che vedremo tra poco; ma di certo, almeno al momento, non è economica.

I costi di produzione sono infatti piuttosto elevati, ma in ogni caso questa nuova combinazione di fibra di legno ed altri materiali organici potrebbe rappresentare una svolta nella bioedilizia; attualmente è ancora in fase di sperimentazione.

Ma vediamo in dettaglio quali sono le caratteristiche fondamentali di questo tipo di materiale.

Resistenza alla fiamma

La fibra di vetro ha risposto in maniera molto positiva ai test effettuati in relazione alla resistenza al fuoco, rientrando nei parametri molto rigidi imposti dalla normativa europea.

Resistenza all’acqua

In tale caso, i test hanno dato esiti abbastanza soddisfacenti, ma con alcune precisazioni: il materiale infatti resiste bene se l’acqua non filtra nel suo lato interno, situato proprio dietro le unità tecnologiche.

In caso contrario, allora il sistema potrebbe essere soggetto a deterioramento. Un aspetto, questo, su cui i ricercatori spagnoli devono ancora lavorare molto.

Resistenza al vento

Ottimi i test effettuati per la resistenza al vento: la loro facciata, infatti, arriva a sopportare una pressione fino a 305 kg/mq senza evidenziare alcun problema di sorta, il che li rende perfetti per offrire protezione in caso di vento forte.

Isolamento termico ed acustico

Qui i pannelli di fibra di vetro hanno dato le prestazioni migliori in assoluto: data la presenza di fori che collegano i pannelli all’edificio originario, c’era il rischio che ne venisse compromessa la prestazione da questo punto di vista.

Al contrario, però, le verifiche eseguite hanno evidenziato un ottimo isolamento sotto tutti gli aspetti. Tali fori, quindi, nonostante siano presenti, non permettono il passaggio di alcun suono né spiffero d’aria.

In conclusione la fibra di vetro si sta rivelando un eccellente materiale per ottenere edifici eccellenti sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista ambientale.

Continuate a seguire il nostro blog per restare sempre aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche nel campo edilizio che ottengano un perfetto connubio tra ecologia ed efficienza energetica!

eventi design 2020

Per tutti gli appassionati di architettura e arredamento, ma anche per i semplici curiosi, oggi vi parleremo degli eventi design 2020 più importanti e caratteristici, in Italia e nel mondo. Non perdeteli se volete rimanere sempre  aggiornati sulle principali novità del settore!

Se desiderate verificare e toccare con mano le novità e le innovazioni delle aziende e degli altri professionisti nel settore dell’arredamento e di tutto ciò che è “bello”, non potete perdere la lista degli eventi design 2020 più interessanti (secondo noi!), in Italia ed in tutto il mondo!

Naturalmente, si tratta di un elenco non esaustivo dato che nel corso dell’anno potrebbero essere fissati in calendario ulteriori appuntamenti, di cui vi terremo prontamente aggiornati!

eventi design 2020

Quindi carta e penna e tenete sempre d’occhio il nostro blog!

Eventi design 2020 mese Febbraio 2020

Partiamo dal mese appena iniziato.

  • Se amate il design scandinavo: non potete perdere la più importante fiera ad esso dedicata. Dal 3 al 9 febbraio, a Stoccolma, ci sarà la Stockolm Design Week
  • Per nuove idee sull’abitare: ecco giungere alla 57a edizione Expo Casa Torino, nel capoluogo piemontese dal 29 febbraio all’8 marzo

Eventi design 2020 mese Marzo 2020

Passando al mese successivo, segnaliamo:

  • Mostra dedicata all’Edilizia, all’arredamento e al risparmio energetico: a Perugia ci sarà l’Expo Casa dall’1 all’8 marzo
  • Siete alla ricerca di pezzi unici del design contemporaneo da collezionare: non potete perdere la Collectible Belgium, a Bruxelles dal 5 all’8 marzo

Eventi design 2020 mese Aprile 2020

Anche questo mese è ricco di appuntamenti

  • Avete voglia di fare un po’ di strada in più: a Melbourne, in Australia, ci sarà una grande fiera dedicata alla casa, The Home Show dal 16 al 19 aprile
  • Un classico ed intramontabile appuntamento: a Milano, dal 21 al 26 aprile, si svolgerà l’evento forse più atteso dell’anno. La Milano Design Week, la fiera del mobile. Imperdibile!

Eventi design 2020 mese Maggio 2020

La primavera è nell’aria, e cosa c’è di meglio che visitare Venezia?

Dal 23 maggio inizia la Biennale di architettura: avete tempo per prenotare, l’appuntamento terminerà il 29 novembre!

eventi design 2020

Eventi design 2020 mese Settembre 2020

Dopo la pausa estiva, si ritorna alla grande con gli appuntamenti imperdibili!

  • L’evento nella capitale francese: Maison&Object, dal 4 all’8 settembre, dove si potranno ammirare novità e trend nel settore Living, Share, Care e Work
  • L’evento nella capitale inglese: da Parigi a Londra, patria indiscussa del design. Dal 12 al 20 settembre ci sarà il London Design Festival , una celebrazione di settore a 360°
  • In patria: a Bologna, dal 28 settembre al 2 ottobre, non perdete l’appuntamento dedicato al Salone Internazionale della Ceramica per l’Edilizia.

Eventi design 2020 mese Ottobre 2020

  • Se avete voglia di lusso: a Londra, dall’11 al 14 ottobre, ci sarà la mostra Decorex International, per rifarsi gli occhi
  • Vi interessa l’outdoor o siete titolari di uno stabilimento balneare? Non perdete la Sun Beach € Outdoor Style a Rimini, dal 14 al 16 ottobre

Eventi design 2020 mese Novembre 2020

  • Per chi lavora nel settore alberghiero e dell’ospitalità: torniamo a Londra per l’attesissima Sleep & Eat, evento must di settore

Per gli eventi di fine anno occorrerà attendere ancora un pochino…ne vedremo delle belle!

riscaldamento autonomo o centralizzato

Sempre più utenti scelgono di passare dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo, per ragioni di convenienza economica. Ma al di là di questo, ci chiediamo quale sia la scelta migliore in termini di basso impatto ambientale ed inquinamento?

Gli impianti di riscaldamento di abitazioni private, uffici e locali commerciali sono responsabili di circa il 60% dell’inquinamento delle nostre città. Una cifra che fa davvero riflettere. La scelta tra riscaldamento autonomo o centralizzato acquista una particolare rilevanza non solo dal punto di vista economico, ma anche di eco sostenibilità.

L’impatto ambientale del riscaldamento centralizzato, infatti, è generalmente avvertita come più elevata; ma in realtà molto dipende dalla qualità dell’impianto stesso.

Infatti, seppure nel confronto tra il riscaldamento autonomo e quello condominiale il favore ambientale va a vantaggio della caldaia privata, ci sono diverse considerazioni da fare.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: la caldaia autonoma

I vantaggi della scelta autonoma sono innanzitutto economici.

Ognuno può infatti scegliere la fornitura di metano più conveniente sul mercato libero, il che porta da subito all’abbattimento dei costi sui consumi in bolletta. Inoltre, la definizione dei tempi d’accensione e spegnimento della caldaia, ottimizza i consumi sulla base dell’effettivo comfort termico domestico.

Ma chiediamoci cosa accade dal punto di vista dell’impatto ambientale?

Partiamo da un dato: ciascun impianto autonomo consuma di meno rispetto all’impianto centralizzato. Ma il problema è la quantità totale: la somma delle emissioni e dei consumi delle caldaie private, infatti, risulta più inquinante di un buon impianto centralizzato per il riscaldamento.

riscaldamento autonomo o centralizzato

E poi c’è caldaia e caldaia: solo i dispositivi di ultima generazione, a condensazione, ai quali venga effettuata una manutenzione costante, consentono un basso impatto ambientale.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: l’impianto centralizzato

I problemi generalmente connessi agli impianti di riscaldamento centralizzato sono:

  • o temperature eccessivamente elevate
  • o periodi in cui l’impianto è spento, pur facendo freddo. Ci sono casi in cui  si arriva a dover accendere le stufette per scaldare gli ambienti.

Le valvole termostatiche, introdotte obbligatorie dal 2016, rappresentano senza dubbio uno strumento fondamentale per ottimizzare i consumi (e dunque le emissioni) dell’impianto centralizzato, ma a patto che tutti i condomini le utilizzino nel modo corretto.

Affinché un impianto di riscaldamento centralizzato risulti correttamente efficace dal punto di vista ambientale occorre, in particolare, che:

  • L’impianto risulti correttamente dimensionato: il calcolo del fabbisogno energetico dell’edificio deve essere calcolato con precisione per scegliere un impianto di adeguata potenza.
  • La centrale termica sia di ultima generazione: se l’impianto ha più di venti anni d’età, potrebbe valere la pena sostituirlo. Le centrali termiche di oggi sono più efficienti e meno inquinanti.
  • L’impianto venga regolarmente verificato e controllato: come avviene per le caldaie private, anche l’impianto centralizzato è più efficiente e meno inquinante quando viene regolarmente mantenuto.
  • I singoli appartamenti o uffici siano termo-efficienti: l’impianto prescelto potrebbe anche risultare molto efficiente, ma se vi è dispersione termica dalle singole abitazioni verrebbe sprecato. Per questo è importante che anche gli appartamenti vengano adeguati a classi di efficientamento climatico elevate.

Riscaldamento autonomo o centralizzato: l’impianto centralizzato

Se dunque state valutando quale impianto, autonomo o centralizzato, sia effettivamente il migliore per voi sia per convenienza economica che per eco sostenibilità, considerate anche il maggior valore che acquisterebbe il vostro appartamento o ufficio con un impianto autonomo.

Qualora, effettuate le valutazioni caso per caso anche in base ai consigli che abbiamo dato, scegliate in favore della caldaia autonoma, allora dovrete procedere alla richiesta di distacco dall’impianto centralizzato.

Per farlo, occorre far effettuare da un tecnico autorizzato una perizia con la quale si attesti che sussistano le condizioni dettate dalla legge per questo tipo di operazione.

In particolare andrà verificata:

  • la fattibilità del distacco;
  • l’assenza di aggravio di costi per gli altri condomini;
  • l’assenza di squilibri di funzionamento dell’impianto centrale.

Ove sussistano tali condizioni, il condominio non può opporsi al distacco del singolo condomino.

Se desiderate ricevere una consulenza personalizzata anche in materia di ecosostenibilità del vostro negozio o locale commerciale non esitate a contattarci!