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arredare una pasticceria

Arredare una pasticceria è progettare sensazioni e saper cogliere il visual merchandising più adatto a concedersi un momento davvero goloso

Arredare una pasticceria significa molto più che compiere solo la principale funzione espositiva; tutti gli arredi infatti devono rendere piacevole la permanenza del cliente durante la degustazione del delizioso dolcetto; di conseguenza, aiutano ad instaurare un forte legame tra il luogo e il consumatore.

Arredare una pasticceria è diventato un lavoro complesso ma allo stesso tempo entusiasmante. Un buon arredamento deve avere la capacità, in generale, non solo di attirare la clientela all’interno del vostro locale, ma anche di creare un legame indissolubile con la vostra clientela.

Particolarmente rilevante è  la ricerca di un’atmosfera multi-sensoriale che offre sensazioni positive all’olfatto, allo sguardo e infine anche al tatto.

Occorre che tutti gli elementi adoperati per arredare una pasticceria rispondano al bisogno di riconoscibilità e caratterizzazione. Per caratterizzazione si intende la capacità di affiancare design e arredamento attenendosi ad un unica linea creativa, impreziosire ogni singolo elemento con  un processo di nobilitazione, essere innovativi mediante esperienze che combinano tecnologia e artigianalità.

Arredare una pasticceria: interior design

Non è solo la scelta di mobili pregiati,  frigo bar e vetrine espositive; riguarda appunto lo studio dell’interior design nel suo insieme. Il design in pasticceria ha lo scopo di offrire carattere creativo agli spazi interni, rafforzare i concetti di riconoscibilità e caratterizzazione sopra descritti.

Tra gli esempi di locali dedicati alla distribuzione potete ammirare alcune delle realizzazioni di Emiliano Arredamenti, quale lo storico Bar Gelateria Pasticceria Las Vegas a Torre a Mare.

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L’old style, quel fascino dal sapore un po’ antico e nostalgico, potrebbero essere la soluzione giusta per conferire carattere e personalità al vostro locale. Ecco come arredare un bar in stile vintage.

La moda degli anni sessanta e settanta esercita da sempre un certo fascino, specialmente quando si tratta di locali di ristorazione. Lo stile retrò, o modernariato, può rappresentare infatti la chiave del successo della vostra attività perché permette una forte caratterizzazione del vostro bar, pasticceria o ristorante facendovi ricordare a lungo dai clienti. Se state pensando quindi di arredare un bar in stile vintage, ecco tutti i consigli utili.

Si tratta di una tendenza di design che prende spunto dalla ricerca di pezzi unici divenuti vere e proprie icone di stile.

Gli anni che in genere vengono presi in considerazione sono gli anni ’30-’40 sino agli anni ’60. Si tratta di anni fondamentali per l’interior design, caratterizzati da pezzi d’arredo dalle linee importanti, belle ed eleganti. Il focus di questi anni sono oggetti quali lampade, divani, tavoli e sedie: tutti elementi perfettamente includibili in un locale di ristorazione.

Arredare un bar in stile vintage: l’importanza degli esperti

Nell’ambito dunque dei bar e pasticcerie, gli anni più acclamati del vintage sono quelli dei caffè all’italiana, della Dolce Vita, delle gelaterie artigianali ante litteram.

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Un locale concepito in stile vintage si deve riproporre quindi, per prima cosa, l’obiettivo di riprodurre in tutto e per tutto l’atmosfera degli anni che si vogliono rievocare. Occorre prestare particolare attenzione ai particolari, dato che si tratta di periodo storico noto a una larghissima parte del pubblico.

Tutto deve quindi essere realizzato con una reale attenzione al periodo storico di riferimento, facendo sì che ogni particolare sia scelto con attenzione, credibile e plausibile.

Questo vuol dire che non basta limitarsi a qualche pezzo di arredo di design per ottenere l’atmosfera voluta, ma tutto, dagli arredi alle attrezzature, per arrivare alle divise del personale, deve avere una sua logica. Un’impostazione del genere comporta, quindi, una serie di opzioni a livello progettuale.

Più difficile invece scegliere un’impronta di arredamento vintage trasversale, in cui vengano mixati oggetti d’arredo di periodi o provenienze differenti, uniti tra loro in modo da creare un tutto armonico.

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È una tipo di soluzione perfetta ad esempio per un lounge bar di nuova concezione e dagli spazi molto ampi, in cui i posti a sedere, anziché i tavoli, sono concepiti come piccoli salottini, composti da poltrone e divani che circondano un tavolino.

In questi casi le sedute possono essere in diversi stili, dalle poltrone e divani in pelle stile inglese anni Quaranta e Cinquanta, a quelli rivestite in tessuto con gambe in legno o metalli anni Cinquanta e Sessanta.

L’accostamento di stili così diversi può risultare di grande effetto, ma se non si possiede un gusto raffinato diventa solo confusionario. Da qui l’importanza di affidarsi ad arredatori professionisti che sappiano affiancarvi nella progettazione di locali di tale specie.

Emiliano Arredamenti può rappresentare la soluzione ideale per voi. Affidatevi ai nostri esperti per arredare un bar in stile vintage.

bagno-in-locale

Quando si progetta il bagno in locale commerciale occorre conoscere la normativa in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Capiamo insieme cosa prevedono le norme per i locali igienici, in particolare sull’obbligo dell’antibagno nei locali commerciali.

Il bagno in locale commerciale richiede particolare attenzione alle normative edilizie ed igienico-sanitarie che descrivono e disciplinano le caratteristiche precise e i requisiti fondamentali che i locali igienici devono rispettare per essere considerati a norma.

Il punto di riferimento normativo, nello specifico, per la progettazione di bagno e antibagno è il Decreto ministeriale n°190 del 5 luglio 1975, che disciplina le dimensioni minime dell’antibagno e i requisiti di ventilazione e ricambio dell’aria, illuminazione, isolamento e riscaldamento.

Bagno in locale commerciale: cosa prevede la normativa?

Sono invece alcuni Regolamenti Edilizi Comunali a prevedere l’antibagno obbligatorio per i locali pubblici e gli esercizi commerciali, in special modo per le attività di vendita o conservazione alimenti.

Le toilette sono obbligatorie in tutti gli esercizi che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, quali bar, ristoranti e pizzerie. Al contrario, non è obbligatorio per quei locali come pizzerie d’asporto o gelaterie dove c’è un consumo immediato o l’asporto del prodotto.

Nei casi obbligatori, i bagni devono essere sempre due e distinti per sesso, più il bagno per i disabili che può essere integrato già a un bagno esistente (solitamente quello delle donne).

Nel dettaglio

Per locali ristorante con meno di 100 posti coperti occorre prevedere un bagno per uomini ed uni per donne.

Dai 100 ai 150 posti, i bagni devono diventare due; oltre i 150 tre per sesso e così via.

Per quanto riguarda i diversamente abili, la normativa prevede:

  • dimensione minima 180×180 cm
  • spazi adeguati di manovra con sedia a rotelle
  • presenza di corrimano o punti d’appoggio
  • porta scorrevole
  • campanello per le emergenze

Per realizzare il vostro bagno in un locale commerciale, affidatevi alle soluzioni di  .

pareti-scorrevoli

Volete un’idea vincente per separare in maniera semplice ma efficace i vari ambienti del vostro locale? Le pareti scorrevoli possono rappresentare la giusta soluzione!

Le pareti scorrevoli sono una di quelle di arredamento semplici e funzionali, ma allo stesso tempo di grande impatto estetico e adatte a qualsiasi contesto.

Se il vostro negozio è di dimensioni contenute, questa è la soluzione perfetta per garantire privacy senza dover sacrificare spazio prezioso.

Se, al contrario, potete contare su un ampio open space utilizzerà le pareti scorrevoli per donare un tocco contemporaneo e permettere ampie possibilità di personalizzazione, senza chiudere lo spazio con piccole porte ma lasciandolo arioso e luminoso.

Pareti scorrevoli prezzi

I prezzi dipendono per la maggior parte dalle offerte delle varie aziende di falegnameria e dalle case di arredamento che le propongono e sono molto variabili. Emiliano Arredamenti saprà consigliarvi al meglio sulla soluzione più adatta per voi.

E’ possibile anche trovare soluzioni economiche, un po’ più sul fai da te, adattando alcune soluzioni in vendita anche presso le aziende multinazionali.

Per le pareti in stile giapponese, invece, bisogna affidarsi o ad aziende specializzate o al lavoro di un bravo architetto: queste, infatti, non possono essere improvvisate, ma necessitano di un buon progetto di base.

Pareti scorrevoli in vetro

Per questa tipologia, adattissima nel caso di ambienti che ricevono molta luce naturale, è necessario rivolgersi a dite specializzate o a combinare il lavoro di un falegname o di un fabbro al lavoro di un bravo progettista.

Possono essere opache o trasparenti.

Con queste ultime sarà possibile più che altro delimitare gli spazi: la loro funzione, infatti, sarà piuttosto ridotta a questo, senza andare a influire sulla privacy degli ambienti.

Il vetro opaco, invece, ha una funzione pari a quella delle pareti in legno o in altri materiali, ma in più lasciano filtrare la luce naturale, utile sia per gli ambienti poco luminosi, per sfruttarla al meglio, sia in quelli ben esposti, per goderne appieno.

carta da parati

La carta da parati è lo strumento più semplice e raffinato per dare nuova vita ad una parete o valorizzare un ambiente. È perfetta quindi se siete in pieno rinnovamento del vostro negozio! Ecco tutti i trucchi per come posarla nel modo più corretto

La carta da parati è un’ottima soluzione per dare un nuovo aspetto al vostro negozio.

Abbiamo infatti già parlato in questo articolo dell’importanza di rinnovare ed abbellire le pareti o anche solo un particolare angolo del vostro locale per attirare maggiore clientela e, quindi, migliorare il vostro business.

La carta da parati può essere davvero un jolly nella manica, applicarla non è eccessivamente laborioso e, se avete un po’ di pratica, potrete anche farlo voi stessi abbattendo i costi di rinnovazione del negozio.

L’opzione classica di tappezzare interamente una stanza è oggi affiancata dalla scelta di tappezzare una sola parete, per mettere in risalto ad esempio un particolare elemento architettonico, come una nicchia, un arco, un muro curvo o una quinta, una colonna.

La carta da parati è anche in grado di valorizzare un particolare dell’arredo, come tecnica di decorazione parziale. Si può allora applicare la tappezzeria per definire un’area specifica della stanza.

Un risultato gradevole si ottiene poi incorniciando mensole, facendo bordi di carta da parati sopra il battiscopa o lungo il perimetro a ridosso del soffitto.

Ma vediamo nel dettaglio come si applica la carta da parati

Possiamo suddividere il lavoro in vari step.

Organizzatevi calcolando esattamente i tempi che occorrono per una posa ottimale. In genere la tempistica dipende dal tipo di tappezzeria: quella in tnt permette di procedere più velocemente perché la colla si applica direttamente sul muro, il che semplifica il lavoro.

Vediamo dunque come procedere.

Calcolate il numero di rotoli che vi occorrono

Per farlo, dovrete misurare l’area della superficie da tappezzare, sottraendo gli ingombri di porte e finestre. Il risultato ottenuto va diviso per la larghezza del rotolo.

Le dimensioni dei rolli sono standard: tra 0,47 e 53 cm, tra 90 e 100 cm oppure circa 70 cm, mentre la lunghezza è 10 metri.

Calcolate l’altezza dei muri senza considerare la zoccolatura e sommate 10 cm (5 per il bordo superiore e 5 per quello inferiore), quindi stabilite il numero di fogli interi che si ricavano da ogni rotolo.

Un discorso a parte va fatto per le carte da parati che rappresentano disegni: spesso sono fornite in teli singoli pretagliati e numerati anziché in rolli. La confezione comprende lo schema di montaggio con l’immagine del soggetto, già suddiviso in più teli numerati.

Acquistate sempre un rotolo in più per eventuali errori!

Predisponete il muro.

Prima di iniziare tenete ben presente che la parete su cui applicare la carta da parati deve essere liscia. Se quindi il muro è datato bisogna prima stuccare ogni crepa e carteggiare.

Se il muro è nuovo, rasato a gesso e quindi piuttosto poroso, conviene preincollare la superficie.

Se le pareti sono già dipinte con prodotti acrilici oppure con idropitture opache o satinate, invece, si può procede subito con la tappezzeria.

Scegliete la colla adatta per tappezzare.

Per la carta da parati in cellulosa sono consigliati adesivi a base di cellulosa e amido, che si vendono in polvere, vanno miscelati con acqua e devono riposare 10 minuti prima di essere usati.

Per carta da parati in tessuto, invece, serve una colla specifica: vinilica già pronta in pasta. Si trovano anche carte preincollate e altre (in vinile o tnt) che consentono l’applicazione della colla direttamente sul muro.

A questo punto potete tagliare la carta da parati.

Tagliate pochi fogli di carta per volta, in modo da evitare errori e sprechi, riportando sul rotolo l’altezza del muro oltre a 10 cm di rifinitura.

Quando la tappezzeria è disegnata con decori da affiancare, consigliamo di numerare i fogli sul retro.

Procedete quindi applicando la carta.

Cominciate dal bordo di una porta o di una finestra, avvicinando il filo a piombo alla parete, a una distanza pari alla larghezza del telo e tracciando la prima linea verticale.

Partite dall’alto e appoggiate il foglio sul muro scendendo lentamente. Quando il foglio è incollato, occorre spazzolarlo per eliminare le bolle d’aria, procedendo dall’alto in basso e dal centro verso i lati.

Proseguite in questo modo facendo ben combaciare i fogli.

Quando tutti i fogli saranno posizionati ed incollati, passate sui punti di giunzione dei fogli un piccolo rullo per ottenere la perfetta adesione.

Infine con il cutter rifilate la carta da parati alle estremità.

Se vi sembra troppo complicato non esitate a contattarci! Saremo lieti di aiutarvi a rendere concrete le vostre idee!